La tua rivoluzione gentile inizia qui

il problema non è l'atleta

Perché partiamo dalle divise? Perché per molte di noi, da bambine o da giovani atlete, la divisa è stata il primo confine. Abbiamo passato più tempo a sistemarla che a pensare al gioco: tirare giù un pantaloncino, aggiustare una maglia troppo stretta, cercare di essere comode più che libere di muoverci.

Eppure quelle divise non le abbiamo mai scelte noi. Le hanno decise altri: tagli, tessuti, colori, modelli pensati da chi non doveva saltare, tuffarsi, correre, respirare dentro quei vestiti.

È tempo di cambiare prospettiva

Di portare la voce di chi gioca al centro delle scelte e di trasformare una divisa da strumento di adattamento a simbolo di libertà. 
Perché cambiare lo sport comincia da qui: da ciò che lo veste e da chi finalmente può sceglierlo.

Perché lo facciamo?

Prima si ascolta, poi si progetta

Il nostro metodo parte da un principio semplice: non decidiamo per le atlete, ma insieme a loro.

Per questo il percorso di co-progettazione di Disform si apre con una fase di ascolto e formazione, seguita da una raccolta dati tramite questionari e da tavoli di lavoro divisi per età. In quei tavoli nasceranno due modelli di divisa, che saranno presentati nell’estate 2026, in un evento pubblico dove saranno le atlete stesse a scegliere quale le rappresenta meglio. 

Non è solo design: è partecipazione, fiducia e consapevolezza collettiva.

Fai sentire
la tua voce

Che tu sia un’atleta o un’ex atleta, o una persona che vuole semplicemente contribuire nel cambiamento, partecipa al percorso di co-progettazione.